GEMELLAGGIO CON IL CANOA CLUB DI BOBBIO
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Sabato 10 aprile un gruppetto di soci GCT si sono trovati all’alba per raggiunger Bobbio dove, dopo che erano stati a Bellinzona a ritirarci un raft, li aspettavano i canoisti di Bobbio.
Il ritrovo prestivo era anche dato dal fatto che avremmo fatto tappa a Milano dal grande Speroni di Tuttocanoa. Il gruppo era così composto: Ivo Ge, Iris e max , Cornelio da Maggia ed io partiti da Bellinzona con due veicoli, da Lugano Laura e Sara mentre che, da Genova e dintorni Giuseppe e consorte.
Come detto prima tappa da Speroni con acquisti vari e simpatica chiacchierata col brillantissimo proprietario. Iris, specialista olimpionica della disciplina (chiacchierata), ha notevolmente contribuito alla buona riuscita.
Si prosegue e si arriva a Bobbio prima di mezzodi, giusto in tempo per mangiucchiare prodotti locali affettati offerti dai simpaticissimi canoisti locali capitanati da Enzo, giovanotto di 71 anni con alle spalle 17 titoli di campione italiano nelle varie categorie. Da parte nostra sfoggiamo “lardin da Lümin” portato da Ivo. Dopo di che siamo pronti per portarci all’imbarco di Marsaglia. Detto fatto, la giornata calda fa ben sperare per una discesa piacevole su un Trebbia dai livelli buoni, forse l’unico fiume della zona di questi tempi praticabile. Organizzato il recupero e il trasporto all’imbarco, si parte su di una strada a sbalzo sulle pareti verticali della montagna. Giunti ad un ponte che attraversa la valle scarichiamo. Si parte. Subito ci si rende conto che l’acqua particolarmente limpida, il colore varia dal turchese al blu intenso, a tratti verde smeraldo. Con la giornata soleggiata la discesa è piacevole, si intercalano rapide e tratti piani nelle anse di un fiume che di andar dritto proprio non ne vuole sapere e scorre tra pareti verticali di roccia friabile. Da sotto la strada fa decisamente più impressione abbarbicata a mezza costa.
Sbarcati ci portiamo all’Agriturismo dove ceneremo e pernotteremo. Bellissimo casolare fuori dalla città, recentemente ristrutturato, con cavalli e maneggio. Ottima location. Ci docciamo e poi tutti a cena in compagnia dei simpatici piacentini. Inutile dire che abbiamo dimostrato di apprezzare la cucina locale a base di affettati, paste, minestre e arrosti, il tutto annaffiato da abbondante gutturnio. Alla fine, il sottoscritto, in un duro corpo a corpo con Max a chi mollava per primo, ha pagato pegno non dormendo tutta notte, aiutato anche un po’ dal boscaiolo Ivo con il quale dividevo la camera.
Il giorno seguente ci accorgiamo che dal caldo primavera-estate siamo passati al freddino autunno-inverno. Il sole sembrerebbe in sciopero. La compagnia si riduce, Sara, a causa di una partita deve rientrare e Iris con la sua arpa deve andare ad un concerto. Laura, anche lei obbligata a rientrare presto, si organizza per una discesa in raft con i ragazzi di Bobbio. Cornelio, debilitato dal raffreddore getta la spugna e ci aspetta allo sbarco.
Ci prepariamo quindi per discendere l’Aveto. Imbarco a Salsominore e sbarco a Marsaglia. Subito ci si rende conto che anche la temperatura dell’acqua è cambiata. Infatti la valle dell’Aveto resta meno soleggiata, e si sente…..
Le difficoltà della discesa non cambiano se non per un passaggio in un toboga laterale ad una diga artificiale che si può, camminando un po’, trasbordare. Allo sbarco di Marsaglia ci attende uno spuntino e poi si dovrebbe caricare per rientrare, cosa che fanno Giuseppe e Teresa con Corneglio.
Ma il famoso tunnel??? È quanto ci siamo chiesti Max ed io. Il tunnel è in effetti alla fine del tratto che scende fino a Bobbio. Siccome è presto Max ed io, dopo un briefing di due secondi e un ristoro a base di formaggio e salame locals, decidiamo
di affrontare anche questo tratto, per la gioia di Ivo che pensava già di vedere Attenti a quei due a casa in poltrona. Cosa dire….il tunnel merita la trasferta. Immaginate di entrare in un buco nero largo 5/6 metri. La corrente che aumenta proprio all’imbocco e il primo pezzo senza vedere l’uscita in quanto è in curva. Come se non bastasse il tutto è condito da onde di una certa altezza che tagliano di traverso la voragine. Bellissimo e da provare una volta nella vita.
Arrivati poco prima di Bobbio ci recupera il buon Ivo.
Ora il dilemma: partire e far colonna in tangenziale o fermarsi a cena ? Il nostro autista sarebbe propenso per rientrare, ma in votazione popolare vinta 2 a 1 si decide di fermarci. Detto fatto. I ragazzi di Bobbio capitanati dal vulcanico Enzo ci organizzano la cenetta in un bettolino dove ci preparano una compilation di primi fatti in casa ai funghi, al tartufo, alle erbette, col ragù ecc. Rinunciando ai secondi, i più affamati guidati da Max si ammazzano definitivamente con del formaggio fritto. È sera ormai e con Max al volante ci dirigiamo verso casa che raggiungiamo verso mezzanotte.
E i bagni???? Si, qualcuno è andato a mollo, a dire il vero anche tra i meno gettonati. Ivo, udite udite, per una distrazione, in un imbarco svizzero si è rovesciato, , Max nel passaggio difficile di un saltino si è fatto risucchiare, tentativi di uscirne ma a causa di mancanza d’aria ha stappato respirando poi l’aria dal pozzetto. Cornelio in una rapida, Giuseppe per la gioia o per solidarietà poco dopo ha tirato un paio di eskimi . Io proprio alla fine dell’ultimo tratto mi sono fatto fregare da un’onda con tentativo di eskimo (la piscina forse è servita) ma poi bagnone.
Alla fine ci siamo sciroppati circa 42 chilometri di fiume in due giorni. Non è sicuramente un record ma considerato che il posto è a poche ore da casa penso che sia una trasferta da tenere in considerazione per altre uscite.
Giuli